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La Banda su Laboratorio Musicale

Filarmonica «VINCENZO BELLINI» di Scandicci

pubblicato su Laboratorio Musicale n. 0 – Marzo 1982

La Filarmonica «Vincenzo Bellini” è un’associazione i cui componenti si prefiggono lo scopo di diffondere ovunque, ma principalmente nel territorio di Scandicci, la cultura musicale nei suoi molteplici aspetti, sia offrendo concerti di musica d’ogni genere ed epoca per mezzo della banda, della Big Band e di altri gruppi minori, sia formando, tramite la sua scuola di musica, degli strumentisti che contribuiscano a tenere vivi ed attivi tali compiessi e ad ampliarne la portata. Si pensi che la banda per anni ha agito da sola, con la collaborazione di appassionati che si dilettavano di musica o di professionisti che ne riconoscevano l’insosti-tuibile funzione sociale di portare musica «viva» dove difficilmente sarebbe arrivata altrimenti.

Laboratorio Musicale

Laboratorio Musicale

Solo con l’istituzione di una scuola di musica annessa alla filarmonica si è potuto arrivare a costituire la Big Band e gli altri gruppi (trii, quartetti, etc…), con cui proporre generi musicali che la banda da sola non era in grado di offrire. Naturalmente la banda stessa ne ha tratto giovamento, perchè ha visto ingrossare le sue file da giovani strumentisti preparati da validi insegnanti diplomati, che sono stati fautori di un deciso apporto professionale a tutte le componenti della Filarmonica,

che ha potuto così tener testa non solo alla sempre crescente richiesta quantitativa di musica, ma anche, e soprattutto, alla richiesta qualitativa. In tal modo è stata favorita l’adesione delle ultime generazioni alle iniziative delle Filarmonica,generazioni sempre più esigenti a causa della maggiore disponibilità di musica che offre la nostra società, sia a livello di mezzi di comunicazione che di proposte concertistiche e didattiche. Inoltre, tra coloro che si sono awicinati alla musica coinvolti dalle attività della Filarmonica, è stato favorito anche il superamento del divario culturale che contraddistingue gli abitanti di Scandicci, paese ingranditosi a dismisura, affrettamente e senza programmazioni, perdendo ogni radice etnica originaria per accogliere gente di provenienza e cultura diverse e soccombendo all’offerta in campo culturale della vicina città di Firenze.

Noi vediamo quindi la Filarmonica, e la banda in particolare, come una delle poche tradizioni culturali che possano riunire persone di origini così disparate, perchè veicolo di tradizioni comuni a tutta l’Italia ed in particolar modo al meridione.

-La Banda-

Il complesso bandistico di Scandicci nacque intorno al 1880: allora si chiamava semplicemente «Filarmonica di Scandicci» e solo nel 1900 assunse il nome di “Giuseppe Verdi». Nel 1910,per motivi ideologici, la banda si scisse in due sezioni, la seconda delle quali prese il nome di “Guido Monaco».

Queste due bande svolsero attività disgiunte fino all’avvento del fascismo, quando furono obbligate a fondere il loro organico ed a riunirsi come “Banda Comunale», banda che durò fino al termine della guerra. Dopo la liberazione i pochi appassionati e volenterosi che erano rimasti in seguito alla disgregazione del complesso, avvenuta con la caduta del fascismo. provvidero alla ricostruzione della banda e adottarono il nome, che ancora oggi mantiene, di “Vincenzo Bellini» e col quale volevano dimenticare le incomprensioni ideologiche che avevano portato ad una disunità tra coloro che volevano fare musica a Scandicci, e con cui si proponevano di divulgare musica di indubbio valore. Fu cosi che, tra grandi difficoltà. la banda ricominciò la sua attività, senza una sede fissa e senza un organico stabile e mancando ancora l’indirizzo didattico.

Una svolta fondamentale si ebbe nel 1972, quando il Comune di Scandicci concesse alla Filarmonica l’uso di una vecchia casa colonica ubicata nel centro di Scandicci in via S. Bartolo in Tuto, la «Casa Bellocci» che, nonostante le sue deficienze, offrì comunque alla banda una sua sede, permettendo quindi un organico stabile ed un proprio maestro e consentendo soprattutto di iniziare a svolgere parallelamente alla consueta attività bandistica anche una attività didattica, con funzione divulgativa e formativa, volta a creare nuovi elementi che potessero arricchire il corpo bandistico. Tant’è che la banda è passata dai trentanove elementi di cui era composta nel 1974 (e di cui ben trentuno sopra i quaranta anni), agli attuali sessanta, quarantaquattro dei quali sono ragazzi al di sotto dei venti anni. In tal modo la banda contemporaneamente alle sue esibizioni in occasione di sagre e feste popolari, dove è riconosciuta ed insostituibile la sua presenza vivacizzante, ha potuto continuare negli intenti per cui è tenuta in vita da chi ne fa parte, e cioè diffondere la buona musica, la musica «colta», di cui fino a pochi anni fa la banda era “unico mezzo attraverso il quale potesse arrivare a quegli strati sociali che non avevano la possibilità o l’occasione di accedere alle sale da concerto.

Ma anche oggi, nonostante tali iniziative ed organizzazioni volte a tale scopo, alla banda è ri-conosciuto un rilevante ruolo di funzione sociale e culturale non solo in quanto mezzo di diffusione di musica, ma anche come salvaguardia delle tradizioni popolari e come uno dei più accessibili punti di riferimento e di aggregazione della domanda musicale. Basti pen~are che i concerti della banda per la m’aggior parte si svolgono nelle piazze dei paesi. dando modo di poter ascoltare la musica che esegue a tutti indistintamente. e rimanendo nel proprio ambiente. Vengono cosi fatti partecipi di tale musica anche coloro che per lacune culturali e ambientali non hanno mezzi o volontà per avvicinarsi.

E poi in quale altro tipo di associazione possono recitare lo stesso ruolo sia il vecchio di ottanta anni che il bambino di nove anni, il semianalfabeta e il diplomato, gente di diverse idee politiche? È questa funzione aggregativa che, secondo noi, fa della banda un organismo necessario per la socializzazione del territorio in cui opera, superando le barriere generazionali. ideologiche, etniche e culturali, fondendo nel raggiungimento del medesimo fine, giovani ed anziani, dilettanti e professionisti, nativi del paese ed emigrati, esponenti di differenti correnti politiche.

-La Scuola-

La scuola di musica della Filarmonica «Vincenzo Bellini» nata, come è stato detto prima, allo scopo di formare nuovi e sempre più preparati elementi per la banda, ha assunto una portata sempre più vasta, andando al di là della concezione originaria di vivaio per la banda o di trampolino di lancio per il Conservatorio. Ferme restando queste posizioni, ne abbiamo ampliata la capacità ricettiva, favorendone l’inserimento come realtà sociale nel territorio di Scandicci e prefiggendoci di avvicinare alla musica i giovani. dando loro la possibilità di ritrovarsi e lavorare insieme nell’impegno gratificante di imparare a suonare uno strumento musicale e ad apprezzare così la musica da un aspetto meno usuale e più profondo. Già dopo i primi mesi di studio, poi. arrivano ad esibirsi nei saggi che la scuola di musica offre al pubblico periodicamente. e che consentono agli allievi di entrare nel mondo della musica come protagonisti, divenendone divulgatori attivi.

In seguito alla istituzione della scuola, e per favorire gli intenti di divulgazione della Filarmonica. in seno ad essa sono state create altre realtà. come la Big Band e le altre piccole formazioni di trii, quartetti, etc…, in cui confluiscono gli allievi della scuola, che così possono dedicarsi anche a generi musicali che la banda non può praticare e contribuire, eseguendo dal vivo i generi musicali più svariati, dal classico al popolare al jazz, ad avvicinarsi alle fasce di ragazzi in età scolare e coinvolgerli prima come fruitori della musica eseguita ed in secondo tempo, per chi lo vorrà, come esecutori.

Gli strumenti che vengono insegnati nella nostra scuola, sono, ovviamente, a carattere bandistico, per la natura stessa delle componenti della Filarmonica e cioè strumenti a fiato e a percussione. L’insegnamento degli strumenti a fiato si articola nelle seguenti sezioni: flauto traverso, c1arineto, sassofono e ottoni, vale a dire tromba, trombone, flicorni e tuba. La sezione degli strumenti a percussione, in cui vengono insegnati tamburo. grancassa, piatti, tamburello, etc…. dà modo agli allievi di apprendere in modo progressivo tutti questi strumenti e poter così partecipare alla vita della banda e della Big Band. Nello stesso tempo vengono svolti i corsi di preparazione per le tamburine, le bambine che, con le majorettes, danno un tocco di brio alla banda, caratterizzandola nelle sue esibizioni con un insieme di percussioni molto vario ed eseguono brani. anche in concerto, da sole o con la banda e spesso agiscono automa-mente, tanto la loro presenza è completa e mai monotona. Tutti gli insegnamenti sono affidati a professionisti e diplomati nei vari strumenti e tutti mossi da sincera passione non solo per quanto concerne !’insegnamento fine a se stesso, ma anche per l’interesse al progredire delle iniziative .della filarmonica e la loro evoluzione qualitativa, si da poter essere considerate sempre più valide e stimolanti.

La scuola è frequentata ogni anno da oltre cento allievi e le iscrizioni sono aperte per tutto l’anno, in modo da offrire la possibilità, a chi desidera intraprendere lo studio della musica, di poter cominciare in qualsiasi momento e senza problemi di scadenze.

-Big Band-

La Big band di Scandicci è nata nel Settembre del 1980 nell’ambito della Filarmonica «Vincenzo Bellini» per iniziativa degli appassionati di musica jazz in essa presenti che, con questa nuova formazione, hanno voluto colmare una lacuna che cominciava a farsi sentire non solo tra i componenti stessi della Filarmonica, ma anche tra coloro che ci seguono o che occasionalmente si avvicinano a noi chiedendoci di affrontare anche questo genere, che in questi ultimi tempi trova un sempre maggior numero di adepti. Questo è stato confermato già nei primi concerti tenuti dalla Big Band, subito accolta con favore e con entusiasmo, confermandoci che la presenza di un tale complesso era indispensabile per le nuove esigenze che vengono sorgendo. La Big Band. contrariamente alla banda, è stata composta esclusivamente dai componenti più giovani e preparati della Filarmonica, per poter affrontare con lo spirito e la sicurezza necessari il nuovo pubblico a cui essa si rivolge. Attualmente è composta da ventisei elementi divisi nelle seguenti sezioni: flauto, clarinetti, sassofoni. trombe, tromboni, percussioni e basso elettrico. Ha già eseguito numerosi concerti non solo a Scandicci, ma anche nei dintorni. e perfino fuori Toscana.

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